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lunedì 21/05/2012    |   Ultimo aggiornamento ore 21:55    |   Lavora con noi    |   CameraTV    |   SenatoTV

Il consiglio di stato annulla i rincari autostradali, ma non vale per noi!

Ascoli Piceno | Il MAP ricorda che il provvedimento riguarda solo gli enti che avevano presentato ricorso, cosa non eseguita dalle nostre amministrazioni. Ma si può ancora rimediare.

"Non siamo stati ascoltati e ora gli automobilisti ne pagheranno il prezzo al casello di San Benedetto del Tronto, dove il pedaggio verrà applicato con la tariffa maggiorata. E ovviamente non sarà possibile ottenere rimborsi".

Quando attraverso le colonne dei giornali il MAP chiese al Presidente Celani di presentare ricorso contro l'aumento dei pedaggi autostradali scattati il 1° luglio scorso, il consigliere Bonfigli sapeva quali sarebbero state le conseguenze di una mancata reazione: "Ci venne risposto che tutto sarebbe stato sistemato senza clamore, che di li a poco ci sarebbe stato un incontro con il ministro dei trasporti Matteoli: questo incontro non c'è stato e nessun esito ha avuto la lettera che sarebbe stata scritta al ministro".

Oggi - come è noto - la quarta sezione del Consiglio di Stato ha confermato il blocco agli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi autostradali in gestione Anas decisi con la manovra economica e bloccati dal Tar del Lazio il 29 luglio successivo. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso contro la sospensiva presentata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dall'Anas, ma lo stop dell'aumento dei pedaggi autostradali non si estende a tutto il territorio nazionale, perchè l'ordinanza con la quale il Tar del Lazio ha bloccato l'aumento dei pedaggi autostradali "deve essere interpretata nel senso di riferirsi non all'intero territorio nazionale, ma solo ai singoli segmenti stradali interessanti gli ambiti spaziali degli enti territoriali ricorrenti": in parole povere il provvedimento di sospensione vale solo per i raccordi autostradali che ricadono in territori i cui enti locali (Province di Roma, Pescara e Rieti, oltre ad alcuni comuni dell'hinterland romano) si sono mossi e hanno presentato ricorso, non per l'Ascoli - Mare.

Anche il sindaco di San Benedetto del Tronto ha fatto solo proclami, pur essendo i cittadini rivieraschi i più danneggiati.

"Visto che le richieste per via politica sono rimaste senza esito, si è ancora in tempo per agire come si deve - dice Bonfigli - Si può ancora impugnare il decreto della Presidenza del Consiglio del 25 giugno scorso che contiene l'elenco dei "raccordi autostradali", tra cui l'Ascoli - Mare, che sono stati assimilati in tutto e per tutto all'autostrada e, per questo motivo, assoggettati al pagamento di un pedaggio. Il Presidente della Provincia e i sindaci di Ascoli e San Benedetto si attivino subito per limitare i danni, dando incarico alle rispettive avvocature di agire in giudizio anche per ottenere che il provvedimento odierno del Consiglio di Stato venga esteso a tutto il territorio nazionale. La Provincia di Rieti e il Movimento per la Difesa del Cittadino hanno già presentato ricorsi al TAR del Lazio in tal senso".

"E poi se qualcuno volesse proprio rivolgersi al ministro Matteoli gli chieda di abbandonare l'idea, che sembra stia inziando a circolare, di emanare un decreto legge per aggirare i provvedimenti dei giudici amministrativi, adottando invece misure di rimborso automatico a vantaggio di tutti gli automobilisti interessati, anche quelli che hanno utilizzato l'Ascoli - Mare e il casello di San Benedetto".

04/09/2010





        
  



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